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Il culto del bello e del prezioso è insito nell’uomo e la creazione
di monili ed indumenti vari, capaci di esaltare la bellezza, è sempre
convissuta con l’essere umano e si è evoluta con evolversi della
società. In quest'ultimo secolo molti artisti, pittori e scultori,
si sono cimentati nella progettazione ed in alcuni casi nella
realizzazione di gioielli “particolari” …elevando finalmente quello
che era reputato un semplice mestiere ad una vera e propria forma
d’arte.
Per fare qualche esempio, mi viene in mente Salvador Dalì,
pittore, ed i fratelli Arnaldo e Giorgio Pomodoro, scultori, ma ne
potrei citare molti altri, poiché fin dagli anni cinquanta moltissimi
lo hanno fatto.
Questo dedicarsi all’oreficeria da parte di artisti
affermati ha aperto ed inventato un nuovo modo di concepire il
gioiello: il gioiello è una piccola scultura, ne più ne meno di
quelle create in bronzo.
E’ proprio da qui che nasce il mio modo
di concepire il gioiello; ho avuto la fortuna e l’onore di essere
l’allievo del maestro Claudio Tacchi, scultore orafo a Roma,
il maestro, ora amico e figura di riferimento per chi, come lui,
non si limita a lavorare il metallo per renderlo gradevole ma
tenta di dargli un’anima.
Il mio modo di pensare a “tre dimensioni”
mi ha orientato verso la lavorazione a cera persa; la cera
offre, a chi ne comprende le potenzialità, maggiori possibilità
di creare ciò che nasce dall’idea, senza dover scendere a
compromessi.A volte il gioiello nasce ispirato da una forma,
a volte solo da un’impressione... una sensazione...
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